il servizio è attualmente sospeso causa Covid 19

Il sabato e la domenica su prenotazione è possibile visitare il Laboratorio di Produzione guidati dal Team Origine. Nel rispetto delle attuali normative Covid 19 potranno accedere piccoli gruppi di 4/6 persone. Per informazioni su costi e modalità di partecipazione potete scrivere al nostro indirizzo di posta [email protected].

Come raggiungerci

Scesi dai mezzi si raggiunge a piedi in pochi minuti la piazza in cui svetta l’Antica Parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Vergine oggi Santuario. La visita all’interno è libera, per approfondire troverete disponibili degli opuscoli illustrativi. All’esterno della chiesa nella bella stagione è possibile raggiungere le rovine del Cimitero di epoca Napoleonica con una passeggiata sui vecchi sentieri.

Terminata la parte storica ci si avvia a raggiungere il Laboratorio Origine a pochi metri dalla piazza e limitrofo all’Osteria del Castello.

Le visite guidate all’interno vengono condotte per piccoli gruppi con più turni di entrata. Segue il trasferimento in Osteria per il pranzo, a fine pasto degustazione dei Bio Liquori Origine con possibilità di acquisto per gli interessati.

Le visite guidate all’interno vengono condotte per piccoli gruppi con più turni di entrata. Segue il trasferimento in Osteria per il pranzo, a fine pasto degustazione dei Bio Liquori Origine con possibilità di acquisto per gli interessati.

Per gli amanti delle camminate in 30 minuti si possono raggiungere Il portone di ingresso e le cinte murarie esterne del Castello di Cengio con vista panoramica sulla Valle di Millesimo, sono necessarie scarpe comode da trekking, si percorre un sentiero nel bosco abbastanza scosceso.

Il luogo è molto suggestivo, ed aiuta a comprendere l’importanza strategica del Castello di Cengio.

Il Borgo di Cengio Alto – cenni storici

L’antico borgo di Cengio Alto, sede del comune di Cengio fino al 1910 sorge su una delle alture che sovrastano la piana di Millesimo. Ci troviamo a 530 metri sul livello del mare ancora in provincia di Savona sul confine con la provincia di Cuneo e a 5 km dal casello autostradale della Savona – Torino. Il fondo valle dove oggi risiede il Comune è bagnato dal fiume Bormida che continua poi la sua corsa verso Cortemilia (CN). La storia del borgo è indissolubilmente legata al Castello del Carretto un importante presidio militare atto al controllo del territorio costruito sulle rupi a strapiombo ben visibili percorrendo la strada provinciale tra Millesimo e Cengio.

I primi documenti attestanti le sue origini risalgono al 1200 d.c, quale possedimento dei Marchesi del Carretto, la sua funzione era controllare le vie del sale che dal porto di Finale Ligure collegavano il mare con l’entroterra e le alpi marittime. Quindi un territorio d passaggio, di dazi e dogane già dai tempi dei Romani quando queste dolci colline caratterizzate da interminabili muretti a secco erano vocate ala coltivazione della vite basti pensare alla vicina località Roccavignale il cui nome testimonia precisamente il passato vitivinicolo. Del Castello oggi ne rimangono le cinte murarie e le rovine cariche di suggestioni legate a innumerevoli battaglie . Nel 1639 abbiamo testimonianza dell’ultimo assedio da parte delle truppe Spagnole con il Castello presidiato dai Franco Piemontesi asseragliati al suo interno. In questa funesta occasione il borgo intero venne messo a ferro e fuoco. Nemmeno la Chiesa Parrocchiale si salvò dalla furia della battaglia e venne ricostruita negli anni a venire. I lavori terminarono nel 1662, questa data simbolo di rinascita è oggi diventata marchio distintivo del Comitato di Recupero Beni Architettonici del Borgo che negli ultimi 20 anni si è prodigato per la salvaguardia e riqualificazione del Santuario dedicato alla Natività di Maria Vergine.

Oggi questo monumento storico dopo numerosi interventi di restauro è tornato al suo splendore e viene aperto per funzioni e visite guidate. Nelle vicinanze della chiesa di notevole interesse troviamo il Cimitero di epoca Napoleonica anche esso oggetto di prossimi interventi di recupero. Leggende e racconti popolari legati al luogo hanno suscitato l’interesse di studiosi e appassionati di esoterismo, difatti proprio negli ultimi anni sono in corso studi legati ai culti pre cristiani e in epoca successiva al passaggio dei Templari diretti verso Saliceto.

Meta ideale per un turismo consapevole alla scoperta di luoghi inediti poco distanti dai classici percorsi canonici soddisfa gli amanti della storia e della cultura come chi è in cerca di nuovi scorci e atmosfere famigliari con la possibilità di passare una giornata rilassante su strade di antica memoria. Sul posto potete trovare accoglienza e ospitalità all’Osteria del Castello in Cengio Alto dal 1906, cucina tradizionale in atmosfera conviviale con un attenzione particolare ai piatti storici della zona, il locale dispone di camere per il pernottamento. Da segnalare in loco il Laboratorio Liquori Origine Green Spirits, un eccellenza delle Valli Bormida che produce liquori e distillati certificati da Agricoltura Biologica con erbe officinali . E’ possibile prenotare visite guidate ai monumenti storici e al laboratorio chiedendo in Osteria del Castello punto turistico di tappa.

Il borgo di Cengio Alto visto dai ruderi del Castello del Carretto – 2007

Antica parrocchiale della Natività di Maria Vergine

L’edificio domina, dall’alto del poggio, il nucleo abitativo. È una costruzione risalente al XVII secolo che ha subito alterne vicende nel corso dei secoli. Alla chiesa si accede attraverso l’imponente scalinata costruita nel 2003 dall’Amministrazione Comunale. All’interno, lo stile barocco è ben evidente, ma in modo sobrio e puro nelle linee. La navata è a pianta aulare, coperta da una volta a botte decorata con un grande affresco, opera di Giovanni Borgna, che illustra l’Assunzione della Vergine (1888). Sul lato sinistro vi è il fonte battesimale, assai contenuto, caratterizzato da un catino in marmo sormontato da un minuscolo armadio sulla cui porticina è dipinto il Battesimo di Gesù.

Seguono le cappelle. La prima è detta della Madonna Addolorata, restaurata nel 2008, caratterizzata da un altare a nave sormontato dalla grande pala, raffigurante la Madonna che tiene sulle ginocchia il Cristo morto, restaurata anch’essa nel 2008.

manifesto Sacro&Profano 2014 – design S. J. Rossi