Ricarica Bio Spirito al Timo

igienizzante edibile

40,00
20 RICARICHE con un litro. Con la pratica bottiglia in vetro da 1 litro (senza nebulizzatore) puoi ricaricare 20 volte la singola bottiglietta 5cl. info corretto smatimento  
40,00

scheda tecnica

 

cod.: IE100 bottiglia 100cl – ricarica

 

denominazione commerciale

Bio Spirito al Timo (Thymus serpyllum)

descrizione

igienizzante per mani e superfici – aromatizzatore bevande

certificazione

Agricoltura Biologica Reg. CE 834/07 e CE 889/08

metodo produttivo

infusione a freddo

Il nostro igienizzante edibile (commestibile) ha un grado alcolico pari a 70% Vol. e contribuisce ad una corretta igienizzazione di mani e piccole superfici (es.: stoviglie, maniglie, schermi, mouse, cellulari, sanitari, ecc.). E’ utile anche direttamente spruzzato su frutta e verdura o altri prodotti alimentari. Alle proprietà antisettiche dell’alcool etilico si uniscono le naturali doti antibatteriche del Timo conosciute fin dall’antichità; il profumo gradevole della pianta dona senzazioni di freschezza naturale.

titolo alcolometrico

70% vol

colore

trasparente e brillante

profumo

fresco con note marcate della specie erbacea

sapore

caratteristico della specie erbacea

materie prime

alcool di grano da frumento tenero
100% puro olio essenziale di Timo
acqua di fonte

 

Abbiamo sempre usato i nostri alcolati ottenuti da erbe officinali bio per aromatizzare gli spazi espositivi ricercando il coivolgimento dell’olfatto quale veicolo di comunicazione ed esperienza multisensoriale. Oggi le stesse basi diventano utili presidi di protezione individuale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso un manuale tecnico “Water, sanitation, hygiene and waste management for COVID-19” in cui specifica che esistono molti disinfettanti attivi contro i virus come il COVID-19, tra cui l’uso di alcool etilico al 70% per disinfettare piccole aree.
Il nostro igienizzante edibile ha un grado alcolico 70% Vol. e contribuisce ad una corretta igienizzazione di mani e piccole superfici, alle proprietà disinfettanti dell’alcool etilico si uniscono le naturali doti antibatteriche del Timo conosciute fina dall’antichità. Il profumo gradevole della pianta dona sensazioni piacevoli. E buonissimo quale aromatizzatore per cocktail o in cucina per donare ai piatti aromi mediterranei.

storia del timo

Il timo è una pianta aromatica arbustiva, appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è alta circa mezzo metro. Il suo fusto è molto legnoso, soprattutto nella parte inferiore, ed è molto ramificato, tanto da dare alla pianta l’inconfondibile aspetto a forma di cespuglio molto compatto.
La sua storia è molto antica e affonda le sue radici nel mondo greco. Gli antichi greci chiamavano questa pianta thymus, la cui etimologia rimanda alla parola thymos, che significa vitalità e respiro. Questo, secondo gli antichi, rimandava metaforicamente al cuore, inteso come la sede del coraggio e dell’ardore. Nell’antichità questa pianta rappresentava il coraggio e l’ardore, tanto che i soldati, prima di andare in battaglia, erano soliti tonificare il corpo facendo dei grandi bagni a base di timo e bevevano tisane a base di timo per rinvigorire lo spirito. Anche i più antichi Egizi conoscevano il timo e lo utilizzavano durante i procedimenti di imbalsamazione nella convinzione che l’anima dei defunti trovasse la sua casa all’interno dei fiori del timo. A questa erbetta anche la medicina ha riconosciuto proprietà antisettiche, tanto da essere definito da alcuni “l’antibiotico dei poveri”. Per uso esterno deterge e disinfetta la cute, sotto forma di sciacqui è benefico contro le malattie delle vie respiratorie. Un’antica leggenda narra che, durante la pestilenza che colpì Tolosa nel 1630, quattro ladri, incuranti del rischio di restar contagiati, entravano nelle case degli appestati per derubarli di tutte le loro ricchezze. Catturati e condannati all’impiccagione, prima di essere giustiziati, svelarono al giudice qual era il segreto della loro incolumità dalla peste, in cambio della grazia da lui promessa. I ladri risposero che si bagnavano i polsi e le tempie, per due volte al giorno, con una miscela a base di erbe aromatiche, tra cui proprio il timo; che da allora prese il nome di aceto dei quattro ladroni.

 

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